Nella grande distribuzione giapponese di home fashion la recente acquisizione di Nitori Holdings sul rivale Shimachu per 214 miliardi di JPY (circa 1 miliardo e 680 milioni di EUR) ha fatto molta notizia sia per lo stile inusuale sia per l’impatto tra i grandi del settore.

Sofà, sedie e poltrone di alta gamma simboleggiano il mobile Italiano in Giappone
Cifre del settore

Limitatamente al settore del mobile, alla fine del 2019 il mercato Giapponese aveva un giro d’affari annuo stimabile in poco meno di 1’400 miliardi di JPY (circa 11 miliardi di EUR), di cui 606,6 miliardi di JPY (4.7 miliardi di EUR) di produzione domestica (78% metallo, 22% legno) e 787,9 miliardi di JPY (6.2 miliardi di EUR) dovuti all’importazione.

Sebbene non siano stati più raggiunti i picchi del principio degli anni Novanta, il settore del mobile ha marcato una crescita annuale costante negli ultimi anni ed è fortemente influenzato dai trend dell’andamento del mercato immobiliare per il settore casa e da quello delle commesse ai contractor per l’ambito pubblico e privato, ufficio, business e di ambito sanitario.

Dai dati del censimento Economico del Ministero dell’Economia Giapponese, si osserva che nel 2019 i nuovi appartamenti resi abitabili (新設住宅着工戸数) sono stati 883’687, in flessione del 7.3% rispetto al 2018.

Nel 2019 883 mila 700 nuovi appartamenti da arredare in Giappone
Principali attori domestici della distribuzione di mobili e home fashion

Si riportano i principali dettaglianti domestici della distribuzione del mobile e i fatturati nell’anno fiscale 2019-2020.

Si osservi che il valore delle vendite è comprensivo di ogni genere merceologico (home fashion, tessile, illuminazione, articoli per la cucina, altro) e assolutamente non limitato al settore del mobile.

Nitori Holdings: 642 miliardi di JPY (5 miliardi di EUR);

Mujiryohin (Muji): 438 miliardi di JPY (3.5 miliardi di EUR);

Shimachu: 146 miliardi di JPY (1.1 miliardi di EUR);

NAFCO: 44.5 miliardi di JPY (350 milioni di EUR);

Otsuka: 34.8 miliardi di JPY (274 milioni di EUR).

Nella maggior parte dei casi i mobili distribuiti attraverso questi canali di massa sono importati da Cina, Vietnam, Taiwan, Tailandia e sono diretti alla fascia più grande del mercato, quella di minor prezzo.

Da ricordare anche il mercato online e per corrispondenza con player come Nitori online, Nissen, LOW-YA e IKEA che attualmente conta su 12 punti vendita.

Distretti Giapponesi del mobile

La produzione domestica del mobile si concentra nei sei distretti di Asahikawa (旭川家具), Shizuoka (静岡家具), Hida (飛騨家具), Fuchū (府中家具), Tokushima (徳島家具) e Ōkawa (大川家具), dove vengono prodotti articoli in stile giapponese o occidentale rivolti sia al mercato domestico di alta gamma sia all’esportazione.

Mobili di importazione

Come già descritto nel 2019 il valore delle importazioni di mobili in Giappone è stato di 787,9 miliardi di JPY (6.2 miliardi di EUR), mentre l’export dal Giappone è stato di 105,3 miliardi di JPY (828.2 milioni di EUR).

Se la maggior parte dell’import è composta di prodotti a basso valore aggiunto in altissimi volumi, rapportato a questo il mobile italiano è una piccola nicchia inferiore al 2% del totale, ma fra i primi e più apprezzati in Europa con circa 12.7 miliardi di JPY di fatturato annuo (100 milioni di EUR), seguito da Austria, Germania e paesi Scandivnavi.

L’export Italiano di mobili in Giappone è a 100 milioni di EURO
Mobile Italiano

I mobili Italiani ricoprono il segmento più alto del mercato e godono di un’altissima considerazione per disegno, innovazione e qualità. Sedie e sofà per la casa e forniture per contract (attraverso studi di Architettura e altro) sono le voci di esportazione più diffuse.

Le imprese italiane in Giappone competono con i prodotti scandinavi e Austriaci per design, sedie e tavoli spagnoli e Germania per articoli specialistici di impiego in medicina, chirurgia, veterinaria e odontoiatria (per esempio sedie e altri elementi per dentisti).

Nicchie tecniche: export arredi sanitari italiani in Giappone in competizione con la Germania
Opportunità per le PMI italiane di arredamento

Sebbene aspetti come l’invecchiamento progressivo della popolazione e la pressione sui prezzi dovuta alla lunga stagnazione nei decenni passati siano fattori da non trascurare, esistono molteplici opportunità per sviluppare il mercato da parte di imprese italiane del mobile.

NAGAEN aiuta imprese italiane selezionate a vendere in Giappone da subito e in modo durevole.

Come?

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-Forniamo training e formazione del personale locale, Customer service e sviluppo marketing;

-Vi sosteniamo ogni giorno eliminando potenziali avversità e fornendovi feedback di mercato e suggerimenti;

-Vi supportiamo anche per l’adeguamento agli standard e altri adempimenti normativi.

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-Nella nicchia del mobile di alta gamma ci sono nuove imprese giapponesi che si distinguono per originalità e unicità e per questo puntano a qualità, stile contemporaneo e prezzo medio elevato rispetto ai volumi di vendita;

-Con la parantesi degli effetti temporanei del COVID19, le prospettive per contractors sono di ripresa sostenuta dalla domanda di hotel, uffici, ristorazione, altre attività commerciali e uffici. Si consideri ad esempio il flusso turistico destinato a riprendere e bene distribuito fra le diverse prefetture del Paese e le prossime Olimpiadi differite alla metà del 2021.

Giappone: target di 60 milioni di turisti annui nel 2030

-Più dettaglianti rispetto al passato sono disposti ad avventurarsi nell’importazione diretta, senza passare per società di trading, che pure rimane il canale maggioritario;

-Ci sono nicchie “tecniche” ancora potenzialmente inesplorate da parte di imprese italiane dove flessibilità produttiva, immagine e qualità possono fare la differenza con piacevoli sorprese una volta instaurato un rapporto di fiducia con i partner giapponesi;

-L’importazione di mobile in Giappone è liberalizzata ad eccezione di quei componenti che fanno uso di pelli di animali protetti (Convenzione di Washington);

-Per i prodotti di origine UE non ci sono dazi e le modalità prevalenti di negoziazione con gli importatori sono FOB (franco a bordo) e EXW (franco fabbrica).

Aspetti normativi

Legge nr. 104 del 1962 sull’etichettatura di qualità dei prodotti per la casa (家庭用品品質表示法);

Legge nr. 134 del 1962 sulla prevenzione dei premi e delle presentazioni ingiuste (不当景品類及び不当表示防止法);

Legge nr. 31 del 1973 sulla sicurezza dei prodotti di consumo (消費生活用製品安全法);

Legge nr. 85 del 1994 sulla responsabilità del prodotto (製造物責任法);

Riforma della Legge sugli standard edilizi (建築基準法改正) in vigore dal 1 Luglio 2003 per la prevenzione del “Sick House Issues”;

Legge nr. 100 del 2000 sulla promozione dell’approvvigionamento di beni e servizi ecologici da parte dello Stato e di altri enti (国等による環境物品等の調達の推進等に関する法律);

Riferimenti

Associazioni di categoria ed enti:

日本家具産業振興会(Associazione giapponese per lo sviluppo dell’industria del mobile) (JFA)

Fiere

IFFT Interior Lifestyle Living

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