Il mercato della antichità giapponesi è un’opportunità per collezionisti e professionisti in Italia. Si tratta di un settore non ancora molto noto nel suo complesso, ma con interesse crescente verso oggetti tradizionali come le ceramiche e le stampe, le spade, i pugnali e altri oggetti marziali.

Importazione nell’UE di antichità e opere artistiche

Allo stato attuale le normative comunitarie e Italiane introducono limitazioni e restrizioni a seconda del valore, età e composizione del manufatto. Il riferimento tariffario doganale è Sez XXI, Cap. 97. E’ possibile avvalersi dell’IVA all’importazione ridotta al 10%.

Antichità in Giappone

Ad oggi in Giappone ciò che più si avvicina al concetto di antiquariato in Italia è definito dal termine”Kottōhin“(骨董品 ). Con Kottōhin si intendono i beni del passato senza una precisa cesura temporale, con riferimento al valore dato dalla loro scarsità o qualità artistica che incorporano.

Oggetti di antiquariato

Limitandosi ai beni della cultura giapponese e dell’Asia orientale il riferimento è soprattutto a oggetti artistici, ad esempio quadri e rotoli Kakejiku (掛け軸), strumenti tramandati dal passato come quelli per la cerimonia del tè (茶道具) e più estesamente anche a spade e pugnali (刀剣), oggetti marziali (武具), bambole (日本人形), strumenti musicali (和楽器), stoviglie (食器) e mobili (家具).

Strumento per la cerimonia del tè (茶道具)
Dimensioni del mercato

E’ difficile reperire stime precise sul giro d’affari movimentato in Giappone da questo settore specifico in particolare, ma il giro d’affari dei beni artistici in generale è stimabile in circa 330 miliardi di JPY, circa 2.8 miliardi di EUR.

In Giappone la stima del valore di questi oggetti avviene di norma con l’aiuto di un esperto del settore detto “Kottōhin Kanteishi” (骨董品鑑定士). Ad oggi non si tratta di un professionista che ha acquisito un titolo ufficiale a seguito di un percorso di studi o certificazioni pubbliche, bensì di un cultore della materia con lunga esperienza presso una galleria o negozio di mercanti d’arte.

Contraffazione

Trattandosi di un settore dove non è infrequente incontrare contraffazioni (贋作)(“Gansaku”) vista la possibilità di alti guadagni e la difficoltà di riconoscere un vero da un falso riprodotto molto bene, è opportuno affidarsi ai giusti partner e diffidare di occasioni improvvise. In particolare si sconsigliano gli acquisti online, inverificabili.

Da ricordare che la vendita professionale di oggetti di antiquariato in Giappone richiede l’ottenimento di una licenza(古物商許可証)(Kobutsushō kyoka-shō) presso L’ufficio degli Affari Legali (法務局) la stessa attualmente prevista per vendere libri usati, o oggetti riciclati.

Particolarità dei canali distributivi

Esistono eventi privati ad invito dove l’accesso può essere molto selettivo e per cooptazione e l’opportunità non facile di rinvenire oggetti di grande valore attraverso l’acquisto da privati o organizzazioni che chiudendo mettono i beni all’asta.

Oltre a negozi specializzati in varie città del Giappone esiste anche la fiera annuale”Antique Jamboree” (骨董ジャンボリー) di Tokyo, aperta al pubblico.

NAGAEN è a disposizione per informazioni e supportare progetti innovativi e legati alla tradizione in questo settore.

Curiosità

Vi suggeriamo infine la visione di questo film molto divertente del 2018 prodotto dal regista Masaharu Take: “Usohappyaku” (嘘八百).

E’ una pellicola che descrive il mondo dell’antiquariato giapponese fra tradizione, astuzia e ironia.

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